7.02.2007

Una coperta troppo corta.

Stavo riflettendo su quanti sceneggiatori italiani si siano trovati a scrivere più di un "numero uno" di una nuova serie in formato quaderno (un Bonelli o un Bonellide insomma) e mi sono reso conto che è un club piuttosto esclusivo.
"Figo" direte voi.
Figo un corno, dico io.
Il primo albo di una serie "all'italiana" è una rogna mica da ridere.

Devi introdurre il personaggio.
Devi definire il mondo che lo circonda.
Devi introdurre i comprimari.
Devi dare le linee generali della serie, montare una trama generale e, nel contempo, devi pure costruire una storia che stia in piedi anche da sola.
Ma, soprattutto, devi chiudere e aprire al tempo stesso... ovvero devo tirare le fila del tutto, mettendo ogni suo pezzo al suo posto e aprire lo scenario per le storie che verranno.

E' una coperta troppo corta.
Se ti dedichi troppo al personaggio, rubi spazio alla storia del numero in quanto tale.
Se dai troppo spazio ai comprimari, togli il protagonista (o i protagonisti) dalla luce dei riflettori di cui tanto abbisognano nel primo albo.
Se dedichi troppo spazio a costruire quello che verrà, poi non hai abbastanza spazio per costruire quello che c'è... e la storia sembrerà vuota.
Se non costruisci una buona storia autonoma, rischi di creare un albo introduttivo che ha senso di esistere solo in funzione di quello che verrà.
Dai troppo spazio alle caratterizzazioni? Hai meno spazio per l'azione.


Non è una cosa che riguarda solo i fumetti, sia chiaro.
Anche le serie televisive hanno lo stesso problema... però la distanza che separa il primo episodio di un serial tv dal secondo, è di una settimana. Per il fumetto, in media, si tratta di un mese. E questo fa la differenza.

Al mio terzo tentativo mi sto facendo un mucchio di problemi in più che nei casi precedenti.
Per "JD" avevo dalla mia l'arroganza della mia gioventù.
In pratica, ero un irresponsabile.
E tutto sommato mi è andata bene. Il primo numero di "JD" racconta un mucchio di roba e ha un buon ritmo. Paga qualcosan el finale (affrettato e non proprio sobrio) ma, tutto sommato, non lo farei diverso.

Per "Detective Dante" il discorso è diverso.
Ero alla ricerca di una maniera per riportare alcune sensazioni "da videogioco" in un fumetto e questo mi ha fatto perdere di vista le cose importanti. Certo, il personaggio è introdotto e c'è pure un comprimario ben definito, ma la storia è debole e un puro pretesto per muovere l'azione.
Il primo numero di Dante proprio non mi convince.

Ora, con quello che -per il momento- chiameremo "M-65", le cose sono diverse.
Ho in mano un'idea forte come non mi capitava dai tempi di JD.
E' molto strutturata ma so cosa ci deve essere e cosa no.

Il problema è che molti elementi secondari proprio non potranno trovare spazio nel primo numero e dovranno essere introdotti nel secondo.
E che sto bruciando un mucchio di spazio per colpa di quelle dannate doppie splash page.

Vado a scrivere, che tra JD, DYD e M-65 ho un mucchio di lavoro davanti.

10 commenti:

andrea ha detto...

il 1° numero di JD è stupendo, così dovrebbero iniziare le serie, credo che buona parte del successo sia dovuto a quel primo numero.
In bocca al lupo x questa, ma è sempre per l'Eura? Uscita prevista (più o meno) l'anno prossimo?

Guido ha detto...

"Ho in mano un'idea forte come non mi capitava dai tempi di JD."

Ecco... ora ho aspettativa decisamente alta... ;)

Adriano Barone ha detto...

La fregatura sono le doppie splash...quante ne hai programmate fino adesso? Sono tante-tantissime per dare l'idea di azione widescreen? Saranno una costante stilistica?

Il Firmatore ha detto...

"Non vedo l'ora che venga a firmare un mio fumetto."


Ciao Rrobe! XD ehehehe

Parlo a nome del Firmatore in qualità di Vice Presidente della FUFFI.
LOL
Non ti preoccupare, il Firmatore è un buono, non verrebbe mai da te apposta per firmarti un albo. Sarebbe presuntuoso... Firma solo se gli è richiesto. È una figura umile. Sai come sono questi eroi U_U combattono per il bene con umiltè, dignitè e belthè! (che d'estate con du' cubetti de ghiaccio è la morte sua!)!
Però una copia del Firmatore sarà tua!*

E ricordati... per degli autografi veramente chic, usa solo penne Fic!
(scusa. è lo sponsor, ce lo abbiamo per contratto) U_U

Ossequi.


*P.S.: anzi, se mi scrivi in privato ti chiedo una cosa. La mia mail è ed@inked.it

ALESSANDRO BONI ha detto...

NELL'episodio pilota di un telefilm penso sia necessario inserire tutto...debba essere visto come un episodio a se con un finale autoconclusivo (o simile) senza alcuna rinuncia..in pratica sparare tutte le idee possibili alla prima...il difficile (ma non per me) e' riuscire (nel mio caso) ad inserire tutti quei dettagli che tu dici...

Anche io nel creare il mio Trans in Melting Pulp ho avuto difficolta' partendo dalla marca degli occhiali a quella delle scarpe fino a buttar dentro dalle 2 alle 5 citazioni tecniche (fotografia, luci montaggio) per pagina dei registi che utilizzo come riferimento.

sono proprio curioso di vedere quanto tempo impiega un'altro (ovviamente in funzione dell'opera) a creare un qualcosa del genere...

per quel che mi riguarda solo in fase di preparazione, documentazione e sceneggiatura ci ho messo circa due anni.

sappimi dire...
la mia mail la trovi el mio account...

IL GABBRIO ha detto...

Giusto per curiosità: ma i problemi relativi ad un numero 1 come si differenziano tra un albo che fa parte di una continuity ed uno che invece si inserisce in una serie ad episodi autoconclusivi?
Ad esempio, il primo numero di DD non mi sembra una storia eccezionale, forse esce fuori più Groucho, anche Xabaras, che Dylan, lasciando abbastanza celate le enormi potenzialità dell'old boy...
però, poi, la serie ha avuto un successo strepitoso, nonostante un numero 1 che, a mio parere, non è il massimo...però è anche vero che sono un pischelletto che potrebbe dire un sacco di stronzate!

Anonimo ha detto...

wow, non vedo l'ora di leggere questo numero uno, conto già i giorni!!!!
:) :) :) :)

Guido ha detto...

Ho appena letto il 50 di JD... troppo a caldo per commentarlo bene ma fantastico!
Complimenti!

Fabio... ha detto...

E infatti dopo i primi numeri Dylan Dog volevano chiuderlo per le scarse vendite...

Fu il passaparola a creare il "fenomeno" che è stato...
(oh, io nell'86 avevo 8anni... me l'han raccontata così)

alessandroscalmani ha detto...

Doppie slash page in un bonellide (o in un Bonelli...)
Grande, mi piace, l'innovazione del fumetto italiano può passare da un bel lavoro ai fianchi sul formato bonellide, per renderlo più morbido e dinamico (e JD 50 già va in questa direzione).